Team building arte per la vendita: ispirarsi ai grandi artisti per diventare leader della vendita
Come creare una campagna di vendita allettante?
Come presentarsi per essere riconosciuti come leader?
Possiamo valorizzare l’oggetto che dobbiamo veicolare?
A queste domande risponderemo mettendo in atto tutta la nostra creatività e lo sviluppo di progetti pratici.
Programma
- Vendita del prodotto e leadership
Partiremo dal racconto della vita straordinaria di Andy Warhol, che da ragazzo timido, malaticcio e dal cattivo inglese, diventa una delle personalità più iconiche della sua cultura non solo nell’ambito artistico, ma partendo dal mondo pubblicitario.
Analizzeremo come punti deboli possano essere convertiti in punti di forza e capiremo come ci possa essere una comunicazione diretta e incisiva capace di coinvolgere ed essere accattivante.
Dopo un cappello introduttivo su questo personaggio che ha cambiato il panorama dell’arte e della comunicazione nella metà del Novecento, passeremo alla pratica attraverso delle attività creative dirette.
- Vendita del prodotto e leadership bis
Trasformarsi in un leader è possibile e la storia dell’arte ce lo insegna non solo attraverso Warhol, che sicuramente ha sancito un passaggio epocale, ma anche attraverso personalità del contemporaneo come Jeff Koons.
L’artista americano oggi detiene un’industria dell’arte avendo all’attivo diversi collaboratori e producendo le sue opere di dimensioni enormi, esposte nella maggior parte del mondo, in maniera quasi industriale.
Racconteremo la storia di quest’uomo e la sublimazione che farà dell’oggetto di uso comune trasformandolo in opera d’arte.
Dopo un cappello introduttivo saremo noi a diventare, attraverso una parte creativa, leader e progettisti per esaltare il prodotto che dobbiamo essere capaci di veicolare in maniera diretta, trasformandolo in qualcosa di ancora più appetibile.
- Capo come coach (lavoro di squadra – team)
Le antiche botteghe d’arte sono state le prime aziende della storia.
Artisti come Giotto, Leonardo, Raffaello non lavoravano in maniera solitaria ma erano a capo di botteghe composte da diversi giovani e insieme raggiungevano lo scopo per soddisfare il cliente e il capo bottega (il grande artista in questo caso), colui che riusciva a far emergere i talenti.
Leonardo da Vinci ha dato vita al primo CV della storia e con quello si è presentato alla Corte di Ludovico il Moro diventando uno dei rappresentati del Rinascimento lombardo.
Raffaello Sanzio lavora ad un progetto importante che avrebbe dato vita alla decorazione oggi presente nelle Stanze Vaticane.
Racconteremo come si lavorava in una bottega, come si cercasse di valorizzare i talenti, cosa volesse dire lavorare in team e come si poteva divenire leader.
Dopo una parte introduttiva si passerà alla pratica. Tutti i partecipanti dovranno lavorare per dare vita insieme ad un progetto legato al brand. Inventiva, lavoro di squadra, assegnazione dei ruoli, saranno alla base per lo sviluppo di un progetto che abbia come obiettivo quello di creare una comunicazione efficace, diretta ma soprattutto nata dalla consapevolezza di mettersi in relazione, proprio come avveniva nelle antiche botteghe.
- Capo come coach – bis (peso delle parole)
Le parole hanno un peso e gli artisti ce lo ricordano.
Da Magritte a Isgrù, viviamo nelle loro opere d’arte il ruolo, diverso, che le parole possono assumere in base al contesto nel quale vengono usate e nel modo in cui queste vengono usate.
Una prima parte introduttiva metterà in evidenza la metodologia di uso e di valore delle parole portate in campo da alcuni artisti del Novecento.
Nella seconda parte del nostro incontro sarà il momento di sperimentare che peso hanno le parole per noi e come queste possano cambiare di significato nei diversi contesti, o in base al nostro umore/percezione.
Useremo la narrativa tanto cara a Magritte e Isgrù che “giocare” con le parole, i loro significati, cogliendo come la comunicazione efficace debba passare dalla consapevolezza del contenuto e dalla comprensione di come, ogni situazione, ne cambi il senso.
- Briefing finale
In ogni fase del lavoro è previsto un momento di discussione per evidenziare i diversi aspetti dell’esperienza.
Il confronto post attività consentirà ai partecipanti sia di sviluppare autoconsapevolezza rispetto alla propria esperienza, sia di generare apprendimento e concretizzare nella propria attività lavorativa quanto emerso attraverso l’attività di team building.
Su richiesta dell’azienda, il debriefing potrà essere facilitato da un coach che supporterà i partecipanti nel percorso di connessione e messa a terra delle attività, accompagnandoli a approfondire i contenuti emersi.
A chi è rivolto
Ogni gruppo di lavoro, di qualunque livello tecnico e culturale.
Ogni squadra in questo momento separata a causa della pandemia.
Questo Team Building è adattabile e può essere utilizzato su altri temi o soft skills associate al lavoro di team (per es. leadership, feedback, gestione del conflitto, etc.), oppure progettato per affrontare criticità specifiche su cui l’azienda intende lavorare in modo interattivo e coinvolgente.





