Fuori e dentro di me - La maschera come specchio degli stati mentali
La maschera è uno dei mezzi più antichi e potenti per raccontare chi siamo e come ci sentiamo. In questo laboratorio, i partecipanti saranno accompagnati a creare una maschera che non rappresenti semplicemente un “volto”, ma uno stato mentale, un modo in cui ci si sente o ci si difende. La superficie potrà raccontare tensioni, energie, equilibri emotivi attraverso colori, materiali, texture e simboli. Ogni partecipante potrà decidere se esplorare il “fuori” (l’immagine sociale), il “dentro” (il vissuto profondo), o una combinazione dei due. L’esperienza sarà libera e guidata al tempo stesso, con materiali leggeri e riciclati, e lascerà spazio al completamento a casa, come prosecuzione personale del proprio lavoro.
Tracce visibili dell'invisibile - Paesaggi interiori tra forma, gesto e colore
Ogni partecipante sarà invitato a rappresentare uno stato mentale o emotivo attraverso una composizione astratta o simbolica. Non si cercherà la somiglianza o la bellezza formale, ma la libertà espressiva: linee, colori, frammenti, sovrapposizioni saranno strumenti per dare forma a ciò che normalmente resta invisibile. Grazie a un’ampia disponibilità di materiali (tele, cartoncini, carte, colori, immagini, testi, fili…), ciascuno potrà costruire un proprio paesaggio mentale, frutto del gesto e dell’ascolto interiore. L’opera potrà essere rifinita a casa, integrando dettagli personali o vissuti che emergeranno nei giorni successivi.
Oggetti mentali - Costruire, con le mani, un pensiero che prende forma
Questo laboratorio mette al centro il gesto, la manipolazione e il contatto diretto con i materiali. In questo atelier i partecipanti daranno forma a un’idea, un’emozione o uno stato mentale attraverso la manipolazione di materiali concreti e simbolici. Stoffe, carte, fili, legnetti, elementi di recupero e materiali semplici saranno messi a disposizione per costruire un piccolo oggetto evocativo, che possa rappresentare in modo libero e personale un frammento del proprio mondo interiore. L’esperienza è corporea, gestuale, intuitiva: si lavora con le mani, con il tatto, con l’assemblaggio, accostando materia e senso. Ogni oggetto sarà unico, trasportabile, e potrà essere completato a casa, integrando elementi scelti in autonomia.
Zentangle®art
Questo format lavora sul segno come atto primario di espressione e regolazione mentale.
In un contesto lavorativo spesso caratterizzato da velocità, stimoli continui e carico cognitivo elevato, il gesto grafico lento e ripetitivo diventa uno strumento concreto per riportare attenzione, ordine e chiarezza.
Il metodo Zentangle®, sviluppato da Rick Roberts e Maria Thomas, si basa su una struttura precisa che combina libertà espressiva e sequenze guidate.
I partecipanti vengono accompagnati in un processo che include:
- costruzione dello spazio grafico (cornice e suddivisione)
- apprendimento di pattern semplici e modulabili
- sviluppo progressivo della composizione
- osservazione del proprio processo
Il focus non è il risultato estetico, ma l’esperienza del fare.
Collage espressivo
Un’attività che utilizza immagini, parole e materiali per costruire rappresentazioni simboliche del proprio vissuto e del proprio ruolo nel gruppo.
Attraverso una “tavola di materiali” ampia e stimolante, composta principalmente da giornali e fogli colorati, i partecipanti creano una composizione visiva personale,
lavorando per associazioni intuitive e costruzione di significato. Il collage può essere guidato con un tema specifico o lasciare che i partecipanti seguano il proprio istinto in base al loro vissuto personale.
Il percorso può evolvere in una opera collettiva dove le singole creazioni vengono integrate in una visione condivisa.
Kintsugi
Un’esperienza simbolica e materica che prende ispirazione dall’antica tecnica giapponese del Kintsugi, dove le crepe vengono valorizzate attraverso l’oro.
Dopo una parte con accenni storici e introduzione alla tecnica originale, i partecipanti lavorano su oggetti in ceramica attraversando un processo di:
- rottura
- ricomposizione
- valorizzazione delle fratture
Il focus non è la perfezione, ma il significato del processo.