Team building feedback: imparare ad opporsi con le storie
Un giorno (dal vivo o a distanza) per spiegare che cosa siamo e che cosa vogliamo e soprattutto essere chiari su cosa non siamo e su cosa non vogliamo.
De-finire significa appunto questo: segnare un confine, un territorio, un’identità è anche un’identità di pensiero. Saper dire di no, sapersi opporre a una proposta, a una consegna, a un’offerta è quindi una via necessaria alla costruzione del proprio quid umano, psicologico, dialettico.
Programma
Mattina
Per addentrarci in questo territorio, affronteremo una prima parte teorica sulle strategie difensive del personaggio cinematografico. Lo faremo con alcune scene che analizzeremo passo passo osservando la recitazione, il linguaggio cinematografico, la sceneggiatura.
Dati questi esempi, conferiremo alcuni strumenti specifici che utilizziamo, sapendolo o meno, nella vita quotidiana per dire i no che vogliamo dire, che non a caso possiamo riconoscere nelle sceneggiature ben scritte: stili di controllo del conflitto, tattiche che utilizziamo per ingannare persino noi stessi, tutte cose di cui abbiamo esperienza ma che non riconosciamo nelle loro.
Pomeriggio
Siamo pronti per iniziare il gioco.
Ogni persona dovrà pensare a un ordine, a una proposta o a una richiesta che gli piacerebbe rivolgere agli altri. Può essere qualsiasi cosa, all’interno delle regole civili che il gruppo condivide. Quando il gruppo è pronto, si divide in coppie.
I due partecipanti si confrontano. Uno dà l’ordine e l’altro deve opporsi usando dialetticamente una delle tattiche precedentemente analizzate, a sua scelta.
La situazione conflittuale deve arrivare al parossismo ed essere portata fino in fondo. (Per conflittuale non si intende per forza uno scontro drammatico ma anche declinato in ogni possibilità, anche da comedy.
Al termine, alle due persone viene chiesto di dire come si sono sentite durante il lavoro. E si analizzano i processi drammatici della scena cui avremo assistito.
Quindi si invertono i ruoli e la cosa ricomincia: chi attaccava ora si oppone e viceversa. E alla fine si tornerà a chiedere a entrambi come si siano sentiti dentro l’esperienza. Ripeteremo questo processo per 4 o 5 coppie, in modo che un discreto numero di partecipanti abbia modo di sperimentare direttamente la cosa con una supervisione e che tutti ascoltino le riflessioni sulle dinamiche dell’opposizione.
Obiettivi
Questo è un modo per conferire anche strumenti impliciti di analisi delle relazioni. E anche un modo per consentire a ognuno di sentire dentro di sé quale sia il proprio stile oppositivo d’appartenenza, di scoprire di averne uno, di riconoscere quello altrui.
Vengono date 2 ore alle coppie per provare a ruotare non solo i ruoli come visto con le prime 4 o 5 coppie da tutti ma anche gli stili oppositivi appresi al mattino, con la presenza costante dei due conduttori che sono lì per aiutarli, orientarli, osservarli.
Finale con feedback mirato alla solidificazione delle cose sperimentate
- Quale stile di conflitto ti appartiene di più?
- Hai scoperto altre possibilità per affrontare un avversario dialettico?
- Ti sei accorto di tratti del tuo modo di dialogare di cui non ti eri mai reso conto?
- Pensi che in futuro sarai più consapevole e accorto riguardo le tattiche che userai?
A chi è rivolto
- Ogni gruppo di lavoro, di qualunque livello tecnico e culturale.
- Ogni squadra in questo momento separata a causa della pandemia.
Questo Team Building è adattabile e può essere utilizzato su altri temi o soft skills associate al lavoro di team (per es. leadership, feedback, gestione del conflitto, etc.), oppure progettato per affrontare criticità specifiche su cui l’azienda intende lavorare in modo interattivo e coinvolgente.





